Caro benzina, fai il pieno e ti spariscono 100€ dal conto: la Meloni ha aggiunto le nuove accise salva Governo | Guidare è proibitivo

Un incubo ad occhi aperti per gli automobilisti italiani: il costo del carburante ha raggiunto livelli insostenibili, trasformando ogni pieno in una dolorosa emorragia dal conto bancario.
Cento euro, una cifra che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, ora svanisce in un battito di ciglia alla pompa di benzina.
Il governo Meloni, nel tentativo disperato di rimpinguare le casse dello Stato, ha inasprito ulteriormente le accise.
Guidare si sta pian piano trasformando in un lusso proibitivo, riservato a pochi eletti.
Di conseguenza le strade italiane rischiano di svuotarsi sempre di più trasformandosi in arterie silenziose di un paese messo in ginocchio.
Fare rifornimento costa sempre di più
L’aumento dei costi grava sulle spalle degli automobilisti italiani, un fardello che si fa sempre più pesante con l’approvazione del nuovo decreto legge sulle accise dei carburanti. Un provvedimento che, sotto la veste di un “riavvicinamento delle aliquote” tra gasolio e benzina, nasconde un’amara verità: un salasso per le tasche dei cittadini, un colpo inferto alla mobilità di chi, per lavoro o necessità, non può fare a meno dell’auto. Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 13 marzo 2025, ha dato il via libera a una misura che, nei prossimi cinque anni, vedrà un progressivo aumento delle accise sul gasolio, fino a raggiungere lo stesso livello di quelle sulla benzina.
Un’operazione che, secondo il governo, si rende necessaria per “tener conto dell’impatto ambientale ed economico” dei due prodotti, ma che, nei fatti, si traduce in un rincaro che, per chi utilizza il diesel, può arrivare fino a 22 euro all’anno. Un aumento che, seppur graduale, si farà sentire, soprattutto per chi, come i trasportatori e gli agricoltori, utilizza il gasolio per lavoro. E se da un lato si prevede una leggera diminuzione delle accise sulla benzina, dall’altro lato, la sensazione è che il governo stia cercando di fare cassa, di trovare nuove fonti di finanziamento per le casse dello Stato, a scapito dei cittadini. Ma non è tutto.

Le brutte notizie non finiscono qui
A rendere la situazione ancora più amara, c’è l’ombra dell’app sui carburanti, promessa ormai due anni fa, e mai realizzata. Un’applicazione che avrebbe dovuto aiutare i consumatori a trovare i distributori più convenienti, un’idea che, nelle parole del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, si è trasformata in uno “scandalo”.
E mentre il governo si preoccupa di allineare le accise e di trovare nuove fonti di finanziamento, i cittadini si trovano a fare i conti con un costo della vita che continua a salire, con un’inflazione che non dà tregua, e con la sensazione di essere sempre più soli, abbandonati a un destino di sacrifici e rinunce.