Lavoratori, devi restituire 100€ al giorno per la malattia: con la nuova riforma chi si ammala perde lo stipendio

I lavoratori farebbero meglio a prendere precauzioni e anticorpi: se ti ammali perdi lo stipendio, devi restituire 100 euro al giorno.
Una riforma in materia di lavoro e previdenza sociale sembra star provocando un forte malcontento generale, a causa delle norme previste.
Secondo il testo i lavoratori che si assentano per malattia potrebbero devono restituire fino a 100 euro al giorno per ogni giornata di assenza.
La normativa prevede un drastico cambiamento nel sistema delle tutele per i lavoratori malati. Attualmente, la maggior parte dei dipendenti ha diritto a un’indennità di malattia coperta in parte dall’INPS e in parte dal datore di lavoro.
Con questo, invece, si punta a un sistema di penalizzazione economica per chi utilizza le assenze per malattia.
Una punizione per chi si ammala: perdi soldi
Un attacco diretto ai diritti dei lavoratori, la riforma punisce quindi chi si ammala, il che significa mettere a rischio la salute pubblica e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Già oggi molti lavoratori tendono a trascurare la propria salute per paura di perdere il posto. La situazione può dunque peggiorare drasticamente, aumentando il rischio di contagi negli ambienti di lavoro e ritardando cure necessarie per molte persone.
Chi si assenta per malattia rischierebbe di perdere una quota significativa del proprio stipendio. Il meccanismo previsto prevede che il lavoratore debba coprire personalmente una parte dei costi della propria assenza. Le categorie più colpite sarebbero soprattutto i lavoratori a basso reddito e quelli con contratti precari, per i quali una riduzione anche minima dello stipendio potrebbe avere conseguenze devastanti.

Malattia: forti limiti per i lavoratori
La gestione dei permessi per malattia dei figli per i lavoratori dipendenti, in particolare per coloro impiegati nel settore privato spetta alla normativa di riferimento, contenuta nel Decreto Legislativo n. 151/2001, noto come Testo Unico sulla Maternità e Paternità, che disciplina le modalità e le condizioni di fruizione di tali permessi. Secondo il D.Lgs. n. 151/2001, i permessi per malattia del figlio non prevedono alcuna retribuzione per il lavoratore, a meno che il contratto collettivo nazionale applicato non disponga condizioni più favorevoli. Questa disposizione crea una forte disparità tra lavoratori del settore pubblico, che in alcuni casi possono beneficiare di una copertura economica, e quelli del settore privato, che subiscono una vera e propria penalizzazione economica per ogni giorno di assenza.
Inoltre, entrambi i genitori possono usufruire di questi permessi, ma non contemporaneamente: devono alternarsi nell’assistenza al figlio malato. Questo meccanismo, pur cercando di equilibrare il diritto tra madre e padre, può diventare un ostacolo per le famiglie con difficoltà organizzative e lavorative. L’assenza di retribuzione per i permessi legati alla malattia dei figli rappresenta un serio problema per molte famiglie. I lavoratori non solo non ricevono alcun compenso per i giorni di assenza, e in questo modo possono subire una riduzione dello stipendio mensile che si traduce in una penalizzazione economica significativa. In un periodo di crescente difficoltà economica, questa mancanza di supporto rischia di mettere in crisi numerosi nuclei familiari.