Hai regalato 7.200€ allo Stato, ora puoi azzerare l’IVA con questa modifica fiscale: ti sei regalato le vacanze di lusso

L’IVA, l’imposta che grava su ogni nostro acquisto, può diventare un tesoro nascosto o un capitale dormiente pronto a essere risvegliato.
Spesso, presi dalla routine quotidiana e dalla complessità delle normative, non ci rendiamo conto di quanto denaro lasciamo sul tavolo, di quanto potenziale risparmio si nasconda dietro sigle e codici che sembrano inaccessibili.
In un mondo dove ogni euro conta, dove le tasse sembrano erodere costantemente i nostri guadagni, l’idea di recuperare una somma considerevole come 7.200€ suona come una promessa allettante.
Immagina di poter trasformare quella cifra, che hai involontariamente versato nelle casse dello Stato, in un’esperienza indimenticabile, in quelle vacanze di lusso che hai sempre sognato.
Non è una magia, ma una possibilità concreta, celata tra le pieghe del sistema fiscale.
Un risparmio notevole
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 1 del 2 gennaio 2025, ha aperto una porta interessante per i proprietari di imbarcazioni da diporto, offrendo la possibilità di azzerare l’IVA attraverso una modifica fiscale. La chiave di volta risiede nella trasformazione di una barca privata in un mezzo ad uso commerciale, destinato al noleggio. Un cambio di destinazione che, se supportato da un “refitting” adeguato, può portare a un risparmio fiscale notevole. Il fulcro della questione è il “refitting”, ovvero l’insieme dei lavori di modifica e adeguamento necessari per trasformare un’imbarcazione da diporto in una nave ad uso commerciale. Quando il refitting è particolarmente invasivo, al punto da rendere la nave idonea all’uso commerciale, l’Agenzia delle Entrate lo equipara alla costruzione di una nuova imbarcazione. Di conseguenza, la destinazione commerciale viene riconosciuta solo dopo l’iscrizione della nave nel registro delle navi commerciali.
L’articolo 8 bis del DPR 633/72 disciplina il regime di non imponibilità IVA per le navi adibite alla navigazione in alto mare e destinate ad attività commerciali. Questo regime non si applica solo alle operazioni attive, ma anche a quelle passive, ovvero agli acquisti di beni e servizi relativi a tali imbarcazioni. Le Risoluzioni AE 12 gennaio 2017 n. 2/E e Ris. AE 16 gennaio 2018 n. 6/E hanno chiarito che il regime di non imponibilità IVA può essere applicato in anticipo, anche per le navi in costruzione o quando si prevede un cambio di utilizzo effettivo del mezzo. Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la nave in refitting rientri in questa casistica, permettendo così la dichiarazione di alto mare in via anticipata.

Come sfruttare l’opportunità
Per sfruttare questa opportunità, è fondamentale che i lavori di refitting siano rilevanti e imprescindibili ai fini della classificazione e registrazione dell’imbarcazione nel registro delle navi commerciali. Inoltre, è necessario effettuare la dichiarazione di alto mare in via anticipata, previa verifica e valutazione da parte delle autorità competenti.
Trasformando la propria imbarcazione da diporto in un mezzo commerciale, è possibile azzerare l’IVA sull’acquisto e sui successivi interventi di manutenzione. Un risparmio che può arrivare a migliaia di euro, a seconda del valore dell’imbarcazione e dei lavori di refitting necessari.