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Palermo, Just Wine arriva in città con il giovane siciliano Enrico Gugliotta

in Cultura/Home/Palermo di

Da Milano è arrivata una novità a Palermo. Si tratta di Just Wine, un evento nato da un’ idea, trasformata in realtà da un gruppo di ragazzi. La novità di Just Wine consiste nell’organizzazione di serate che uniscano- a un prezzo standard – cena, drink e musica.

A Palermo Just Wine  arriva per la prima volta stasera, grazie al contributo di un ragazzo, Enrico Gugliotta, futuro enologo e wine lover. Sarà proprio lui a gestire l’intera serata.

Con entusiasmo Enrico racconta la propria motivazione, concentrandosi sul valore della realtà enologica in una regione come la Sicilia. La parola d’ordine è “sfida”:

Ho deciso di accettare non una, ma più sfide. La prima sfida sarà riuscire a rendere unica una serata, nonostante in città ci siano già organizzazioni di spessore. La seconda è quella di riuscire a far capire l’essenza di Just Wine: un nuovo format capace di unire buon cibo, buon vino e buona musica. Tutto sotto un unico tetto.

“La sfida enologica”

Ma la sfida più importante penso possa essere quella enologica. Siamo in Sicilia, la regione con la più alta percentuale di biodiversità. Si stima che solo come varietà di vitigni autoctoni in Sicilia ve ne siano iscritti ufficialmente circa 60, mentre altri sono in via di ufficializzazione e superano le 150 varietà. Sono numeri pazzeschi, ma c’è un problema: i vini siciliani per quanto possano essere buoni, non beneficiano del rispetto che meritano. La causa, secondo un mio parere e quello di docenti e colleghi, risiede nell’assenza di Wine marketing. Siamo nel 2017 ed è davvero ardua l’impresa di trovare vini moderni con bottiglie nuove

L’intento di Enrico è quello di studiare il comportamento dei consumatori, in occasione di una serata mondana, tramite studi statistici e test edonistico facciali.

Enrico è un giovane con le idee molto chiare e con entusiasmo annuncia un nuovo progetto:

Se l’evento andrà bene, girerò in lungo e  largo la Sicilia per poter far provare al pubblico ogni vino e creare settimanalmente degustazioni, anche se in modo alternativo. Il vino siciliano merita rispetto e a mio parere non ne ha ancora abbastanza

 

 

 

“Sei tu in questa foto?”, Attenzione al virus su facebook.

in Home/Tecnologia di

Moltissimi utenti sono stati colpiti da un virus, che circola su Facebook nelle ultimissime ore.

ATTENTI AL MESSAGGIO

Il virus in questione si diffonde tramite un messaggio ingannevole: “Sei tu in questa foto?

Non apritelo! Sembrerà un normale messaggio ricevuto da uno dei vostri contatti che rimanderebbe a un innocente link di Youtube.

In realtà, è una trappola utilizzata per invogliare gli utenti a cliccare. Basta un click e il virus si diffonderà ai vostri contatti attraverso il vostro account.

Bagheria, grillino prima rinuncia ai soldi e poi se li riprende

in Home/politica di

Rinunciare si, ma solo in campagna elettorale. A Bagheria un ex assessore della giunta guidata dal sindaco Patrizio Cinque, ha pensato di fare una bella furbata. Infatti nel sito del comune di Bagheria se si spulcia nell’albo pretorio una atto di liquidazione non passa certo inosservato. Atto liquidazione con nome omesso, come si può leggere si tratta di 17 mila euro “restituiti” a x, il nome infatti viene omesso,  comprensibile, almeno la faccia la si vuole preservare. L’assessore anonimo in questione si legga nella nota, è stato in carica dal 17/06/2014 al 16/02/2016, e inizialmente aveva predicato in campagna elettorale che avrebbe destinato il suo 30% per un “fondo di solidarietà per le emergenze sociali”. Peccato però che le somme erano si state depositate, ma mai utilizzate cosi, Luca Tripoli, nome oscurato in determina, ma facendo due calcoli sulla data dell’incarico si risale subito al suo nome, ha deciso di batter cassa richiedendo, con tanto di nota scritta, i suoi 17 mila euro. Siamo leali, qui nessun dice che i soldi richiesti sono illegittimi, però viene meno l’onestà intellettuale verso gli elettori bagheresi. Una questione di opportunità, insomma solo propaganda e poi “fuffa”.Tripoli non è stato l’unico a batter cassa, anche la dimissionaria Rosanna Balistreri ha richiesto 6 mila euro, regolarmente liquidati con determina n. 176/16.

Due casi dove la coerenza si è mandata a fare benedire…

 

Avreste fatto a meno per questo Natale del cinepanettone?

in Cultura/Home di
Anche quest’anno è già Natale e insieme ai regali da scartare, l’eterna lotta tra pandoro e panettone, Michael Bublé che si risveglia dal letargo, gli emozionali spot della Coca-Cola, le luci degli alberi che inevitabilmente si fulminano alla Vigilia, gli interminabili cenoni in famiglia e le tombolate in cui c’è sempre lo spiritoso che fa “ambo” al primo numero estratto, torna, come sempre, un fedelissimo, un ospite più o meno (s)gradito nelle case degli italiani – o, per meglio dire, nei cinema. Già, stiamo parlando proprio di lui: il Cinepanettone.

Per i più curiosi, il Cinepanettone (doverosamente made in Italy) fa il suo ingresso nelle sale nel 1983 con “Vacanze di Natale“, diretto da Carlo Vanzina, che ha inaugurato il genere. Il termine, coniato per la prima volta nel 1999 da alcuni critici che disprezzavano totalmente il genere, ha finito per abbattere e anzi ribaltare questa prima accezione negativa e diventare un vero e proprio stereotipo utilizzato dai più e anche dagli stessi attori e registi. Ma è solo a partire dagli anni 2000 che il genere si attesta come vero e proprio fenomeno, la rivoluzione del Millennio. Figure di primo piano sono indubbiamente quelle di Christian De Sica e Massimo Boldi che, con la loro comicità rozza, un po’ volgare, ma inspiegabilmente esilarante, riescono a raggiungere incassi record (oltre i 20milioni di euro) e soprattutto il cuore degli italiani.

Il genere ha visto negli anni un susseguirsi di attori e personaggi più o meno famosi che tentavano la scalata al successo o semplicemente volevano cimentarsi in questo nuovo tipo di “comicità natalizia”. Dopo una prima battuta d’arresto nel 2006 a causa della separazione artistica del duo Boldi-De Sica – coincidente non a caso con la caduta del terzo governo Berlusconi, come  a segnare, secondo alcuni, la fine di un’epoca – il Cinepanettone ha continuato a produrre pellicole e incassi, anche se relativamente inferiori e di minore impatto.

Effettivamente, analizzando ad oggi il genere, non si può non convenire con la teoria che si tratti di trame non realistiche, con scene mal riciclate, battute squallide, finali scontati e una mediocre comicità popolare, il tutto amalgamato con una potente dose di superficialità e idiozia. Tra i critici c’è addirittura chi ne sconsiglia la visione ai minori perché ritenuti volgari e diseducativi. Non è comicità dunque, e neanche satira – per quanto si tenti di fornire un estratto dei vizi e problemi dell’italiano medio – né ironia. C’è chi non lo definisce neanche Cinema. Quel Cinema di cui l’Italia è fiera maestra e portavoce. Nonostante tutto, comunque il genere continua ad avere un gran successo, attestandosi ormai come l’appuntamento fisso del Natale.

 

 

Dirigenti di Roma Capitale e imprenditori intascavano denaro pubblico per opere mai eseguite

in cronaca/Home/Roma di
Militari del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, dalle prime ore della mattinata odierna, stanno eseguendo dieci ordinanze di custodia cautelare (arresti domiciliari), perquisizioni e sequestri per oltre un milione di euro, tra beni immobili e disponibilità finanziarie, nell’ambito di un’indagine che vede indagate più di trenta persone, tra imprenditori e pubblici funzionari di Roma Capitale, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato, peculato, falso ideologico e materiale e frode fiscale, nell’ambito dell’operazione denominata “Sistema”.

Le ordinanze di custodia cautelare, nei confronti dei legali rappresentanti delle società e di sequestro, nei confronti degli amministratori di fatto e di dirigenti pubblici, sono state emesse dal GIP del Tribunale di Roma, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina.
L’attività del Nucleo Speciale Anticorruzione trae origine dagli accertamenti volti a far luce su illeciti commessi nell’ambito di una procedura d’appalto per l’esecuzione di lavori per la manutenzione straordinaria di quattro edifici scolastici (“Casal Sansoni”, “Pietro Bembo”, “Montarsiccio” e “Cerboni”) situati nella circoscrizione del XIV Municipio di Roma (Monte Mario).
In questo contesto, è stata acclarata l’esistenza di un accordo tra dirigenti pubblici ed imprenditori, teso alla spartizione delle risorse pubbliche destinate a tali lavori (circa 400 mila euro), in forza del quale, a fronte dell’aggiudicazione dell’appalto, gli imprenditori avrebbero corrisposto ai dirigenti pubblici un importo pari al 20% delle somme liquidate per i lavori che si è scoperto non essere mai stati eseguiti.

Lavori gratis nella propria abitazione

Un dirigente dell’amministrazione capitolina sarebbe stato “ricompensato” anche mediante l’esecuzione gratuita di lavori di ristrutturazione presso la propria abitazione.
Ulteriori anomalie sono emerse nell’esecuzione dei lavori di riqualificazione della centralissima Via del Melone, nelle vicinanze di Piazza Navona, individuata come una delle strade di passaggio strategiche negli itinerari pedonali verso la Basilica di San Pietro, in vista del Giubileo della Misericordia dell’anno 2016.

Nel dettaglio, i lavori sono stati eseguiti con il contributo di 60 mila euro offerto da una società privata che gestisce un hotel sito in Via del Melone, a cui il Comune avrebbe dovuto aggiungere ulteriori 100 mila euro.
Sebbene gli interventi di riqualificazione siano stati completati nel mese di giugno 2015, tutte le procedure amministrative di affidamento, consegna ed esecuzione dei lavori risultano “formalmente” avviate solo nel mese di febbraio del 2016. Inoltre, l’importo dei lavori eseguiti è risultato essere di gran lunga inferiore al solo contributo del privato.
Muovendo da tali evidenze, le successive indagini, concretizzatesi in attività tecniche, acquisizione ed esame di documentazione bancaria, amministrativa e contabile, nonché in escussione di persone informate sui fatti, hanno permesso di ricostruire l’operatività di una ramificata struttura imprenditoriale illecita che, negli anni, ha movimentato decine di milioni di euro giustificati da fatture per operazioni inesistenti a scopo di evasione e per costituire “riserve occulte” da destinare a finalità illecite, attraverso una galassia di società cartiere (costituite e gestite con il concorso di numerosi indagati).

Colletti bianchi e imprenditori

Il gruppo imprenditoriale fa capo a due imprenditori di Artena, particolarmente attivi nell’ambito degli appalti pubblici del settore edile e della manutenzione stradale della Capitale, che ponendosi sul mercato attraverso una serie di società apparentemente autonome ed indipendenti fra loro, ha nel tempo “sistematicamente” acquisito commesse, mediante la partecipazione a procedure ad evidenza pubblica, violando le regole poste a tutela della libera concorrenza e ponendo in essere condotte corruttive nei confronti dei funzionari pubblici responsabili, a vario livello, delle stesse procedure.
Nei confronti degli indagati, organici al sodalizio criminale, sono ancora in corso le perquisizioni finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili al prosieguo delle indagini.

The Young Rome with Virginia Raggi. Il video satira

in Home/politica di

Il trailer della serie che sta sconvolgendo l’Italia. “The Young Rome with Virginia Raggi” è una parodia di “The Young Pope” che scherza sulla situazione romana e sul Movimento 5 Stelle.

Guarda il video satira

La Fedeli ministro non laureato, ma sul suo sito c’è scritta un’altra cosa

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«Diploma di laurea in scienze sociali». Questo è quello che è scritto sulla biografia del sito web di Valeria Fedeli neo ministro dell’Istruzione del nuovo Governo Gentiloni.  Putroppo però il titolo conseguito non è una vera e propria laurea, la ministra è quindi finita al centro della bufera del web e del giornali.

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Lo staff della Fedeli però spiega che “è solo un infortunio lessicale su cui ora qualcuno sta speculando. Del resto il fatto che in quella stessa biografia sia anche specificato che il “diploma di laurea” in questione è stato conseguito all’Unsas, Scuola per assistenti sociali di Milano (e dunque non in un’Università), è la prova della sua buona fede”. Insomma buona fede per la Fedeli, non rimane altro che capire un’altra cosa, cioè che lei è il primo ministro non laureato all’Istruzione, ma questo non è una discrimine, la Fedeli si è occupata per tanti anni di scuola e forse ne sa più di tanti laureati.

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Uno scivolone comunque che  nell’era della trasparenza e della comunicazione dimostra la sufficienza con la quale ci si approccia a questi temi. Tra le altre grane c’è quella del Popolo del Family Day che ha definito la sua nomina «una dichiarazione di guerra». La nomina di Valeria Fedeli al dicastero dell’Istruzione non piace ai cattolici che si sono battuti contro le unioni civili e la diffusione della teoria del gender a scuola. La considerano «una vendetta» dopo il loro esplicito no al referendum e «una minaccia» per l’educazione dei figli. Complotti anticattolici insomma, difficile da credere in Italia.

Referendum, tutti i dati in diretta e le reazioni politiche. Renzi si dimette

in cronaca/Home di

I primi exit poll parlano del vantaggio del NO. Stiamo seguendo in diretta lo spoglio con tutte le reazioni. L’affluenza in rialzo rispetto alle precedenti consultazioni. Supera il 68% su base nazionale. In Sicilia dai dati di circa metà delle sezioni l’affluenza si è fermata al 58%.

I dati ufficiali del Ministero. In Sicilia hanno votato così. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato le proprie dimissioni a mezzanotte e ventisei minuti.

ore 00:58 Parlano i portavoce del Movimento 5 Stelle

 

 

ore 00.20 Parla il Presidente del Consiglio Matteo Renzi

La diretta Twitter


 

ore 23:31 il NO al 60% con 590 sezioni su 61551

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ore 23:25 primi dati reali dal Viminale

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ore 23:08 parla Matteo Salvini

Giustizia, braccialetti elettronici insufficienti e carceri sovraffollate

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Pensati per ridurre il problema del sovraffollamento, realizzati a norma dell’art 275 bis c.p.p. (Codice di Procedura Penale), i braccialetti elettronici sono dispositivi di controllo che vengono allacciati alla caviglia dei detenuti sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, direttamente collegati, tramite sistema GPS, ad un’Unità di Sorveglianza Locale (SMU) installata presso l’abitazione del soggetto stabilendo un determinato perimetro, oltrepassato il quale scatta immediatamente un allarme che avverte la Centrale Operativa delle Forze dell’Ordine.

Accanto ad una teoria tanto dettagliata vi è, in antitesi, una pratica altrettanto scarna. Di fatti -fa sapere la stessa Telecom- sono solo 2.000 i braccialetti momentaneamente attivi, in Italia, a fronte degli oltre 23mila presenti in Gran Bretagna. Tra i Grandi d’Europa, l’Italia è infatti ancora una volta all’ultimo posto per percentuale di condannati in misure alternative al carcere: 44,8% contro il 52,02% della Spagna, 63,67% Inghilterra e Galles e oltre il 70% di Francia e Germania [fonte: blog.openpolis.it].

Nel ragusano, quattro detenuti che il 24 ottobre scorso sarebbero dovuti uscire dal carcere per scontare la loro pena ai domiciliari, non hanno ottenuto la convalida dal Gip per effettiva mancanza dei sopracitati braccialetti elettronici, dovendo quindi rimanere in carcere. È il caso di Gaetano Pepi, 70 anni, reo confesso dell’omicidio di Giuseppe Dezio, 64, per cui sono stati indagati anche i figli Antonino, Alessandro e Marco, rispettivamente di 42, 38 e 26. Il loro avvocato – Giuseppe Lipera – ha fatto ricorso al Riesame di Catania, vedendo respinta la richiesta, per i suoi assistiti, dei domiciliari senza braccialetti.

Fallito anche il piano del quarto governo Berlusconi di allargare gli istituti penitenziari già esistenti e di costruirne di nuovi: i posti letto sono aumentati solo di 4.415 unità a fronte dei 12mila previsti. Il sovraffollamento, nella penisola, oggi si attesta attorno al 108%. Meglio rispetto al passato, ma il problema persiste.

Cavilli burocratici insomma che rischiano di bloccare e rallentare la Giustizia italiana, che già fatica a stare al passo di quella dei cugini europei.

 

 

Firme false M5s Palermo, tensione tra gli attivisti. Dalla richiesta di autosospensione alla delibera del Collegio dei Probiviri del M5S

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LA RICHIESTA DI AUTOSOSPENSIONE

Il 18 novembre scorso Beppe Grillo aveva chiesto alle persone indagate dalla Procura di Palermo di autosospendersi dal Movimento. La richiesta è stata accolta da due soli membri del M5S, i parlamentari regionali La Rocca e Ciaccio.

La prima ha rotto il muro del silenzio presentandosi spontaneamente in procura, assumendosi le proprie responsabilità, raccontando dettagli utili all’indagine e sospendendosi subito dopo.

Ciaccio,  ha seguito a ruota la La Rocca e si è autosospeso dal Movimento il 20 novembre dopo aver saputo di essere sotto inchiesta. Avrebbe accusato esplicitamente i suoi colleghi di aver organizzato e falsificato delle firme, indicando come responsabili Nuti e Mannino.

SILENZIO IN PROCURA E  RIFIUTO ALLA PERIZIA CALLIGRAFICA 

Sale a 13 il numero di indagati nell’inchiesta sulle firme false di M5s. Rientrano nella lista: la deputata Giulia Di Vita, Pietro Salvino (marito della parlamentare Claudia Mannino) e Riccardo Ricciardi (marito della Lupo).

Questa mattina  Nuti, Mannino e Salvino sono stati interrogati in Procura, avvalendosi della facoltà di non rispondere. I tre esponenti del Movimento, inoltre, si sono rifiutati di fare la prova del saggio grafico richiesta dai magistrati.

INDIGNAZIONE TRA GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO: ANSELMO, NO ALL’OMERTÀ!

Indifendibili e irresponsabili. Per me è uno scandalo che qualcuno del Movimento 5 Stelle si avvalga della facoltà di non rispondere davanti al magistrato che lo interroga, o che si rifiuti di sottoporsi al saggio grafico della propria firma per confrontarla con quelle depositate agli atti. È un loro diritto, ma così aiutano solo loro stessi e non il Movimento

L’episodio di oggi ha suscitato indignazione e rabbia tra gli attivisti M5S.

In un post apparso oggi su Facebook William Anselmo, attivista iscritto ai 5 Stelle e candidato alle comunarie, urla il proprio risentimento innanzi al comportamento di chi oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere, rifiutando, inoltre, di sottoporsi al saggio grafico della propria firma. ” Se queste persone non avevano nulla da nascondere perché hanno esercitato questi diritti? Per me hanno tradito irreparabilmente la fiducia degli attivisti, più che per il presunto illecito, per l’atteggiamento omertoso che hanno tenuto sin dall’inizio nei confronti di questo scandalo e per come stanno affrontando la vicenda“.

Con queste durissime parole, Anselmo commenta il comportamento dei membri 5 Stelle indagati, che in alcuni casi “hanno dribblato  i giornalisti, poi hanno negato gli addebiti, poi hanno querelato per diffamazione, una volta chiamati in causa hanno gridato al complotto, poi davanti ai magistrati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, hanno impedito il confronto calligrafico, hanno ignorato la richiesta di Beppe Grillo di autosospendersi”.

È questa la vera vergogna ed è vergognoso allo stesso modo che alcuni attivisti “fedelissimi” continuino a difendere questi atteggiamenti che danneggiano il M5S, magari insultando altri attivisti. Ragazzi! Serve onestà intellettuale oltre all’onestà che gridate ogni giorno. Serve coerenza altrimenti in caso di colpevolezza sarete tutti complici di una mentalità che non appartiene al Movimento e neanche a voi (…) Abbiate coraggio, non fate perdere la dignità anche a tutte quelle persone che in buonafede hanno riposto fiducia in voi. Fate questo ultimo regalo al M5S, fatevi da parte soli prima che lo faccia qualcun altro al posto vostro

“CHI HA SBAGLIATO DEVE PAGARE”

Abbiamo contattato William Anselmo, che ha chiarito ulteriormente la propria posizione di fronte all’accaduto.

L’attivista 5 Stelle si scaglia aspramente contro chi, all’interno del Movimento, non è stato in grado di prendere posizione:

“Chi ha sbagliato deve pagare. Non è possibile pensare che chi rappresenta gli ideali di trasparenza e onestà del Movimento possa esporre così l’intero gruppo politico nazionale nascondendosi dietro il silenzio”.

Anselmo sottolinea anche che, al contrario, non è mancato chi ha collaborato e prosegue: “Ho apprezzato quei portavoce che hanno ammesso le proprie responsabilità e si sono messi a disposizione delle indagini e della magistratura. Mi aspetto che la verità venga agevolata e non affossata per rispetto di tutti gli attivisti del Movimento”.

Come ci racconta l’attivista c’è chi, purtroppo, sta attualmente pagando per gli sbagli altrui:

Ci sono molti attivisti, persone perbene, che continuano a lavorare senza clamore, lontani dai riflettori, con uno spirito di servizio e dedizione ammirevole. Sono queste le prime vittime di questa vicenda perché da giorni subiscono l’assalto dei detrattori degli altri partiti che, giustamente, oggi che ne hanno l’occasione, non fanno sconti a nessuno. Questo è imperdonabile ma sono certo che Palermo saprà rialzarsi

GOMEZ, “UN SILENZIO INCOMPATIBILE CON I PRINCIPI CHE I 5 STELLE DICONO DI PRATICARE”

In un articolo comparso ne Il Fatto Quotidiano Peter Gomez approfondisce questa aberrante vicenda dei 5 Stelle:

“Chi ha la pretesa di rappresentare i propri elettori, se sceglie questa via, ha l’obbligo etico e morale di lasciare la politica. Se resta finisce per infangarla(…) . Per ora invece conta un silenzio in tutta evidenza incompatibile con i principi che i 5 Stelle dicono di praticare. (…) Qui non si tratta di assolvere o condannare gli indagati. A questo ci penseranno i giudici. Si tratta solo di prendere atto di una scelta processuale che fa a cazzotti col ruolo ricoperto e di trarne le doverose conseguenze”.

CORRAO,”IL MOVIMENTO 5 STELLE, CHE RAPPRESENTA UN SOGNO ED UNA SPERANZA PER MILIONI DI ITALIANI, DEVE RIMANERE AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO”

Ignazio Corrao, eurodeputato siciliano del M5S, in accordo con l’analisi proposta da Gomez, dichiara quanto vi proponiamo di seguito:

Essere intellettualmente onesti vuol dire anche non trattare due situazioni uguali in maniera diversa a seconda della convenienza. Per questo non posso non essere d’accordo con l’analisi di Peter Gomez, anche se a noi sconveniente. Lo ripeto dall’inizio di questa storia e lo ribadisco ancora oggi, l’obiettivo del sistema mediatico generale è quello di buttarla in caciara, gettare fango e generalizzare (processo/indagati/teste) col fine di indirizzare queste storie verso l’intero M5S e soprattutto i suoi volti più noti, per minarne la  credibilità alla vigilia di un voto importante ed assimilarlo agli altri (per gli altri partiti queste cose sono di ordinaria amministrazione, in genere si occupano di reati più gravi che riguardano i soldi e i diritti dei cittadini).  Ma la cosa che invece deve essere chiara ad ognuno di noi, che in questo progetto ci dedichiamo l’anima, è che in questa storia il MoVimento 5 Stelle, che rappresenta un sogno ed una speranza per milioni di italiani, deve rimanere al di sopra di ogni sospetto. Il buon nome del m5s, così come l‘impegno e la dedizone dei suoi attivisti (che gratis si fanno il mazzo da anni), dei suoi iscritti e dei suoi portavoce (come me e tanti altri, che così come Beppe Grillo, sin dall’inizio di questa vicenda hanno chiesto con vigore ai coinvolti di collaborare con la giustizia e fare chiarezza suq uesta storia per non lasciare ombre) vanno tutelati con forza e vanno considerate parte lesa di una strategia processuale inconciliabile con i valori per cui ci battiamo da anni e che è portata avanti da alcuni dei coinvolti in questa cazzata iniziale (che hanno fatto diventare un caso con questo atteggiamento) in maniera del tutto autonoma. <<Avvalersi della facoltà di non rispondere è un sacrosanto diritto di ogni privato cittadino, ma fare politica comporta oneri e onori. Tra gli oneri, a nostro avviso, c’è pure quello di collaborare sempre e comunque con la giustizia>>.  Si può non essere d’accordo con questa frase?

p.s. So che a qualcuno non piacerà questa mia presa di posizione e se la prenderà sul personale. ma chi mi conosce sa benissimo come sono fatto e che le cose non le ho mai mandate a dire a nessuno. Pazienza, fare politica con il desiderio di cambiare le cose sul serio non equivale ad essere tifosi di calcio“.

LA DELIBERA DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Arriva in serata la delibera del Collegio dei Probiviri del M5S, organo di garanzia del Movimento. Il Collegio, composto da tre membri (Paola Carinelli, Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro), dura in carica tre anni e ha le facoltà di disporre la sospensione cautelare degli iscritti e decidere in merito alle sanzioni disciplinari ed espulsioni.

Il Collegio dei Probiviri dispone la sospensione cautelare dal Movimento 5 Stelle dei signori Mannino Claudia,  Di Vita Giulia, Nuti Riccardo e Busalacchi Samantha

Il Collegio indica come comportamento particolarmente lesivo l’indifferenza mostrata da Nuti, Mannino, Busalacchi e Di Vita  innanzi all’appello del garante del Movimento, che, come già detto, aveva richiesto un’autosospensione in caso di indagini a carico al fine di tutelare l’immagine del Movimento.

Per quanto riguarda Nuti, Mannino e Busalacchi vengono indicati come comportamenti non conformi ai principi del Movimento l’avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai PM  e il rifiuto di  eseguire la prova del saggio grafico richiesta dai magistrati.

 

 

 

 

 

 

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